cujo

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APICHATPONG WEERASETHAKUL - PRIMITIVE

Issue 230.09.2009
480 pagine

Il "CUJO" di Apichatpong Weerasethakul è intitolato Primitive e si può considerare sia una fonte semi-segreta, sia un vero e proprio accompagnamento visivo e testuale dell'omonimo e ciclopico progetto multipiattaforma dell'artista visivo e cineasta thailandese. Primitive project consiste in un'installazione (Primitive), due cortometraggi (A Letter to Uncle Boonmee e Phantoms of Nabua), il lungometraggio Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives e "CUJO". È incentrato sulle ricerche, le collaborazioni e le opere avviate e create da Apichatpong Weerasethakul nel villaggio di Nabua nella provincia Isan nell'area nord est della Thailandia.

Non un catalogo - come nello spirito del progetto editoriale "CUJO" - ma una sorta di guida, Primitive-Apichatpong Weerasethakul è un libro di quasi 500 pagine che sta all'inizio di un intero e complesso processo narrativo, accompagnandolo fra la Thailandia, Monaco (presso la Haus der Kunst) - dove il progetto è stato presentato per la prima volta nel febbraio 2009 sotto forma di installazione -, Liverpool (presso FACT, autunno 2009), Parigi (presso il Musée d'Art Moderne de la ville de Paris/ARC, autunno 2009), i maggiori festival cinematografici ed il Festival di Cannes nel 2010.

BIOGRAFIA

Apichatpong Weerasethakul è nato a Bangkok e cresciuto a Khon Kaen nel nord est della Thailandia. Ha ottenuto una laurea in architettura alla Khon Kaen University e un Master of Fine Arts in Film-making presso la School of the Art Institute di Chicago. Ha cominciato a fare film corti nel 1994 e terminato il suo primo lungo nel 2000. Dal 1998 ha preso parte a importanti mostre d'arte collettive e personali. Spesso non-lineari, con un forte senso di spaesamento, i suoi film (ad oggi cinque lungometraggi e dodici corti, con un lungo in produzione) e le sue opere hanno a che fare con la memoria e il ricordo e in generale nascondo questioni personali, politiche e sociali. Premiato in importanti festival (due volte a Cannes, dove nel 2009 ha fatto parte della giuria internazionale, Buenos Aires, Torino, Tokyo fra i molti) Apichatpong Weerasethakul ha costruito un percorso a cavallo fra arte e cinema che lo ha portato ad essere velocemente considerato una delle personalità più interessanti e originali nel panorama internazionale di inizio millennio. Lavorando in modo indipendente dall'industria del cinema commerciale tailandese, Apichatpong promuove e sostiene film sperimentali e di ricerca attraverso la sua casa di produzione che ha fondato nel 1994 Kick the Machine. Fra le molte mostre a cui preso parte si segnalano Art Unlimited ad Art Basel 39, Life on Mars, al 55th Carnegie International di Pittsburgh, Unknown Forces a Redcat, Los Angeles nel 2007, la commissione The Anthem della Frieze Art Fair di Londra, la prima Triennale di Torino e le Biennali di Taipei, Busan, Istanbul e Tirana.

Nel 2009 il ciclo Primitive è stato presentato presso la Haus der Kunst di Monaco, il Musée d'Art Moderne De La Ville De Paris/ARC e FACT a Liverpool. Apichatpong Weerasethakul, di cui i film Syndromes and a Century (2006) e Tropical Malady (2004) sono stati unanimemente riconosciuti fra i più significativi del primo decennio del nuovo millennio, è stato nominato fra i cinque finalisti del prestigioso premio biennale Hugo Boss Prize, conferito dal Guggenheim Museum di New York.

PRIMITIVE PARTNERS

L'installazione e due cortometraggi sono stati commissionati da Haus der Kunst, Monaco, FACT (Foundation for Art and Creative Technology), Liverpool e Animate Projects, London e prodotti da Illuminations Films Limited e Kick the Machine Films.